2008: il WEB sorpasserà la TV?
Il migliore amico dell’uomo medio non è più il cane e nemmeno la tv ma il Web. Sta facendo discutere, e la discussione pare molto costruttiva, l’articolo di Repubblica che incrocia i risultati della ricerca Nielsen Politecnico di Milano con i dati di un’altra recente indagine dalla European Interactive Advertising Association (Eiaa), condotta in dieci nazioni europee.
Il Web nel 2008 sorpasserà la tv, questo il verdetto: il 54 per cento degli Italiani (27 milioni di individui dai 14 anni in su) ormai al piccolo schermo preferisce di gran lunga il web.
Per chi è già un essere digitale e vive dall’interno al cultura del Web l’articolo di Repubblica suona come l’avverarsi di una profezia o come il riconoscimento in via ufficiale di un fatto già evidente ma che nessuno osava affermare, tanto meno i quotidiani che si sono trasferiti online in tutta fretta per non perdere il passo con la concorrenza digitale.
Usa il termine profezia anche Nicholas Negroponte, autore – guarda caso – di Essere digitali, che avendo prefigurato questo scenario già nel 1995 si meraviglia di come il sorpasso non sia avvenuto prima; infatti non riesce a immaginare – parole sue – alcun senso nel gaurdare la tv se non per lo sport in diretta e, forse, per le elezioni. Qui l’intervista integrale a Negroponte, che merita una lettura.
ICT Watch apre però un altro filone all’interno di questa discussione; il blogger Piero Macrì scrive:
Si dà per scontato che la progressione di internet e la comunicazione su Web sia di per sé un fatto positivo che possa determinare i presupposti per un’informazione migliore di quella finora generata dai mezzi di comunicazione tradizionali, giornali, tv e radio. Ma ne siamo davvero convinti?
Qui trovate la riflessione di Piero Macrì che esprime un concetto interessante: questo cambiamento porterà a risultati positivi?
Tra i dubbi sollevati dalla blogosfera, che sta commentando l’articolo di Repubblica, c’é anche l’apparente incongruenza tra i dati delle ricerche e la bassa diffusione di connessioni a banda larga del nostro paese. Lo sottlinea Hagakure, pubblicando alcuni grafici esplicativi: l’Italia è il fanalino di coda per la diffusione della banda larga.
Luca De Biase chiama in causa la qualità dell’offerta televisiva, probabile causa dell’improvvisa ondata prevista per il 2008:
Direi che l’erosione dei vecchi media e della televisione generalista è un fenomeno ineluttabile. Quello che stupisce, se i dati di questa ricerca saranno confermati, è l’ondata improvvisa di quest’anno. Certo, i dati su internet sono sempre difficili da valutare. Questo concetto di “preferenza” potrebbe in fondo essere una dichiarazione qualitativa che non si traduce in una immediata perdita di audience della tivvù altrettanto marcata.
Layla Pavone, presidente della Interactive Advertising Bureau, è cauta nella sua dichiarazione a Repubblica e porta la discussione suio binari degli investimenti pubblicitari: Non credo che la Rete sostituirà completamente la televisione, perché non credo che un mezzo di comunicazione possa essere soppiantato da un altro diverso. Al massimo convivono. È in atto però una trasformazione che da noi fa impressione perché, a differenza di altri Paesi, oltre il 50 per cento degli investimenti pubblicitari sono concentrati sulla Tv. Un business enorme. E c’è chi è abituato a vivere di rendita, a pensare che una situazione simile sia immutabile. Per questo lo spostamento del pubblico verso il Web è comunque rivoluzionario. Ma alla fine ciò non significa che la televisione sia destinata a morire: solo che oggi in termini di contenuti non ha davvero più nulla da offrire agli spettatori.
Marco Montemagno sul blog Internet prende spunto dal dibattito per stilare una lista ideale degli impegni per il 2008: tra questi la necessità di portare Internet alle persone. Non possiamo aspettare che le persone vengano in Internet; parallelamente alla necessità di ripensare il copyright – di come rivoluzionarlo – e dell’uso di materiale protetto per produrre contenuti deve essere risolto al più presto; la pentola sta per scoppiare.
Fonte: Blogosfere High Tech
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Stefano Caridi il 3 gennaio 2008 alle 18:22, ed è archiviato come Dati e Ricerche. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |
circa 2 anni fa
I dati riportati nell’articolo di Repubblica traggono spunto dalla ricerca dell’Osservatorio Multicanalità, il cui risultato non è il sorpasso del web sulla tv ma l’emergere di nuovi segmenti di clienti multicanali che hanno un comportamento di acquisto e basket di spesa particolarmente interessanti.
Sul sito http://www.multicanalita.it sono presenti alcune precisazioni metodologiche, nonché è possibile scaricare integralmente gli atti del convegno del 15 novembre 2007.
circa 2 anni fa
Mi scuso per l’errore del mio post, dovuto al fatto che non ho avuto modo ancora di leggere la relazione. Per cui mi sono limitato a riportare l’articolo di Blogosfere High Tech.
Grazie della precisazione.