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Vision: Google Wave, Interactive, Docs, Apps e l’Ads
28 nov

Tarocco web
Spesso mi viene chiesto cosa ne penso di Google Wave. La mia risposta finora è sempre stata la sessa: “vedo del potenziale, ma siamo ancora lontani dall’utilizzarlo giornalmente nei procesi lavorativi”.
Nel mio “piccolo mondo” ne vedo uno strumento di comunicazione fra fornitore-agenzia-cliente (con qualche limite). Ma un sorriso è inevitabile se immagino un account ATL che si trova il testo delle proprie e-mail cambiate e corre dal responsabile IT.
(Ricordo a tutti che in Italia interactive significa: http://web.archive.org/web/20080610030554/www.iab.it/formati/index.aspx?TRS_ID=1597000)
In un paese dove i miei colleghi fanno fatica ancora a capire il significato del termine Embed gia Google Apps fafatica a farsi strada, mentre Gogole Apps è ancora un sogno di pochi.
Google Wave è ancora troppo vergine per essere giudicato ma non credo rivoluzionerà, perchè sostanzialmente nessuno capisce ancora “a che serve” ed è troppo simile a Gmail. Se penso che proprio il servizio di posta firmato G un anno fa non permetteva di inserire un’immagine all’interno delle mail (HTML) ne tantomeno accedervi off-line (ps: funzioni che comunque si trovano ancora in “lab”).
Insomma, i prodotti Google crescono e Google Wave per ora è agli inizi, vedremo come si svilupperà in un anno.
Grosso peso secondo me ce l’avrà invece Google SideWiki e forse Google Commerce Search (http://www.google.com/commercesearch/) che sperano rilancierà Google CheckOut.
Quello che invece mi sta incuriosendo sempre di più è il ruolo di Google come centro media (l’acquisizione di Admob e l’avvio di Youtube ADV Adsense e alle nuove offerte advertising di Facebook e Ebay. Da tenere sott’occhio anche Google SideWiki e forse Google Commerce Search che forse rilancierà Google CheckOut.
“Per giudicare una campagna ci vuole cultura pubblicitaria”
21 apr
Le campagne vengono premiate per la loro bellezza. Non per la loro efficacia. Se guardate i premi alle agenzie e ai creativi sono tutti assegnati solo perché la campagna è bella. Nessuno prende in considerazione il ROI, le visite ad un sito o altri parametri. Finché le agenzie metteranno al primo posto i creativi e poi il resto dei reparti (account e produzione) e finché nei premi si giudicherà quanto è fica l’idea e non quanto ha funzionato, la pubblicità resterà una forma d’arte e non uno strumento per raggiungere un obiettivo. Sarà come una Ferrari senza motore: ad essere bella è bella, peccato che non te ne fai nulla.
Link: http://spotanatomy.libero.it/2009/per-giudicare-una-campagna-ci-vuole-cultura-pubblicitaria/
YouTube – Broadcast YourBrand
29 mar