HTML5 VS Flash
10 lug
E’ da un po’ che volevo scrivere sul contrasto fra HTML5 e Flash.
Da inizio luglio sono comparsi alcuni articoli sui blog che mi hanno fatto rivenire in mente questo argomento.
Partiamo con Engadget, “Google: HTML5 is good, Flash is the ‘best platform’ for YouTube today, WebM is the future” in cui sostanzialmente viene detto che Google cercherà il più possibile di aprirsi all’HTML5 come standard ma per i video si intende ancora utilizzare Flash per le opportunità che offre (fullscreen, formati supportati, ect) anche se ovviamente con progetti come Youtube HTML5 e Youtube LeanBack tendono ovviamente ad utilizzare il formato WebM con codec VP8. D’altra parte per Google si tratta di un modo per entrare con i propri video anche su iPhone, iPod Touch e ovviamente iPad senza utilizzare nessuna applicazione Apple.
La stessa Google ha un sito dedicato ad esperimenti realizzati in javascript e html5. Più che un sito si tratta di un vero e proprio museo interattivo, ma con qualche sforzo un creativo potrebbe trarne applicazioni anche adatte ad essere vendute.
Ovviamente anche Apple ha un proprio sito dedicato all’html e ai css3, sicuramente meno sperimentale rispetto a quello Google ma che offre applicazioni concrete di questi due linguaggi.
Adobe non è rimasta certamente a guardare: da poche ore ha infatti annunciato attraverso il blog di Thibault Imbert, product manager dell’azienda, che Flash supporterà il 3D, a cui fra l’altro Youtube sta già lavorando con un canale dedicato.
In parole povere, un mondo flash-less sembra lontano, ma sicuramente Javascript, HTML5 e CSS3 aumenteranno la loro diffusione. Per i video, al momento, Flash però sembra intoccabile.
Integrazione: Facebook Mash-up
26 apr
Anni fa scrissi la mia tesa di laurea parlando del web 2.0. Ricordo che un capitolo lo dedicai ai Mash-Up, definendoli come parte integrante di un sito e non come una serie di funzionalità aggiuntive.
Le novità dell’F8 sembrano andare proprio in questa direzione.
Ieri potevi avere il tuo bel sito, aggiungere due tasti per lo “Sharing” e se volevi essere proprio innovativo implementavi anche un bel Facebook Connect (e il Cliente puntualmente ti chiedeva “ma si possono moderare i commenti?” E tu allora partivi con il discorso che sentivi da quattro anni sul dialogo, sull’engagement e sull’OBR, che alla fine termina con la frase del cliente: “si ok, ma in caso volessimo possiamo pre-moderare i commenti? Sai, l’ufficio legale…”).
Oggi, tralasciando che non sai dire ai tuoi programmatori se studiare l’HTML o l’integrazione Flash/Mobile, ti ritrovi a dover pensare a come sfruttare l’OpenGraph per il tuo prossimo cliente.
Tempo fa mi era stato detto che i siti non sarebbero stati più su internet, ma su Facebook.
Domani immagino che le funzionalità come il login, lo share, i commenti o il rating saranno solo funzioni “prese in prestito” dai Social Network che in realtà diventeranno veri e propri Social Media: mezzi di comunicazione a se stanti, come la radio, la TV, la stampa ed internet.
Resta solo un problema: gli account dovranno convincere i propri Clienti che “non è un problema se un utente non si registra al sito. I vostri DB resteranno vuoti, ma avrete tanti ‘Like!’ “.
Vision: Google Wave, Interactive, Docs, Apps e l’Ads
28 nov

Tarocco web
Spesso mi viene chiesto cosa ne penso di Google Wave. La mia risposta finora è sempre stata la sessa: “vedo del potenziale, ma siamo ancora lontani dall’utilizzarlo giornalmente nei procesi lavorativi”.
Nel mio “piccolo mondo” ne vedo uno strumento di comunicazione fra fornitore-agenzia-cliente (con qualche limite). Ma un sorriso è inevitabile se immagino un account ATL che si trova il testo delle proprie e-mail cambiate e corre dal responsabile IT.
(Ricordo a tutti che in Italia interactive significa: http://web.archive.org/web/20080610030554/www.iab.it/formati/index.aspx?TRS_ID=1597000)
In un paese dove i miei colleghi fanno fatica ancora a capire il significato del termine Embed gia Google Apps fafatica a farsi strada, mentre Gogole Apps è ancora un sogno di pochi.
Google Wave è ancora troppo vergine per essere giudicato ma non credo rivoluzionerà, perchè sostanzialmente nessuno capisce ancora “a che serve” ed è troppo simile a Gmail. Se penso che proprio il servizio di posta firmato G un anno fa non permetteva di inserire un’immagine all’interno delle mail (HTML) ne tantomeno accedervi off-line (ps: funzioni che comunque si trovano ancora in “lab”).
Insomma, i prodotti Google crescono e Google Wave per ora è agli inizi, vedremo come si svilupperà in un anno.
Grosso peso secondo me ce l’avrà invece Google SideWiki e forse Google Commerce Search (http://www.google.com/commercesearch/) che sperano rilancierà Google CheckOut.
Quello che invece mi sta incuriosendo sempre di più è il ruolo di Google come centro media (l’acquisizione di Admob e l’avvio di Youtube ADV Adsense e alle nuove offerte advertising di Facebook e Ebay. Da tenere sott’occhio anche Google SideWiki e forse Google Commerce Search che forse rilancierà Google CheckOut.
Prossimamente
18 ott
Diciamocelo, non sono più i tempi d’oro dell’advertising. Non ci sono più quei bei spot televisivi mandati 50 volte al giorno, perché tanto, davanti alla TV, ci stanno tutti. Non ci sono più le code all’edicola la mattina per prendere il quotidiano. Questa è l’era in cui il miglior amico di vostro figlio è un bambino di Tokio, dove si accede ad Internet anche da una chiesa, con il cellulare. Dove la gente non è sbracata sul divano a guadare la reclame. Non sono più i tempi di una volta. E meno male.
“Per giudicare una campagna ci vuole cultura pubblicitaria”
21 apr
Le campagne vengono premiate per la loro bellezza. Non per la loro efficacia. Se guardate i premi alle agenzie e ai creativi sono tutti assegnati solo perché la campagna è bella. Nessuno prende in considerazione il ROI, le visite ad un sito o altri parametri. Finché le agenzie metteranno al primo posto i creativi e poi il resto dei reparti (account e produzione) e finché nei premi si giudicherà quanto è fica l’idea e non quanto ha funzionato, la pubblicità resterà una forma d’arte e non uno strumento per raggiungere un obiettivo. Sarà come una Ferrari senza motore: ad essere bella è bella, peccato che non te ne fai nulla.
Link: http://spotanatomy.libero.it/2009/per-giudicare-una-campagna-ci-vuole-cultura-pubblicitaria/
YouTube – Broadcast YourBrand
29 mar
Fidelizzare
22 gen
Secondo “Gyro International, la fedeltà del cliente è una delle priorità dei responsabili per la commercializzazione durante la crisi.”
Ecco lo studio:
http://www.gyrointernational.com/uploads/loyalty_for_life.pdf
Cresce il rapporto con i social network e l’utilizzo sul mobile
22 gen
“I numeri parlano chiaro. Il fenomeno dell’Instant Messaging (IM) non conosce crisi e continua a diffondersi fra gli utenti di Internet, sfruttando le nuove possibilità offerte dalla telefonia mobile e il crescente interesse per la socialità, come dimostrato dal boom dei Social Network (SN) in Italia.”


L’altro lato delle cose
3 ott
Pubblicato da Stefano Caridi in News
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Google lancia, praticamente ogni giorno, diversi servizi. Google Wave, forse fra i più attesi, è stato definito come la rivoluzione della comunicazione moderna, destinato infatti a sostituire le e-mail e a strovolgere il metodo in cui lavoriamo.
Ma, pochi giorni fa, Google ha lanciato un altro servizio che merita attenzione, e di cui forse non si è parlato a sufficienza. Google SideWiki è una barra laterale del browser che ti consente di visualizzare, aggiungere e condividere commenti accanto a qualsiasi pagina presente sul Web. È disponibile come funzione di Google Toolbar.
Cosa significa? Che Everything is Commentable
Significa che tutti possiamo commentare qualsiasi contenuto, senza che nessuno possa impedircelo.
L’altro lato delle cose è il nome che ho dato a questo post. Il perché è semplice: da oggi, quando andrò su un sito di un’azienda, non avrò solo le informazioni che quell’azienda vorrà darmi. Avrò a portata di mano (e speriamo senza filtri eccessivi) l’opinione delle persone. Quando guarderò il sito di un’azienda che offre servizi di conessione ADSL potrò leggere i commenti delle persone, i clienti soddisfatti e quelli che non lo sono, le opinioni di quelli “come me”. Non avrò solo la comunicazione aziendale, non vedrò solo quello che l’azienda vuole dirmi o mostrarmi. Il web è democratico, il CRM e la soddisfazione del cliente quindi saranno fondamentali.
E questa, a mio avviso, non può che essere un bene. L’ORM (online reptation managment) oggi, quindi, si arricchisce di una nuova arma