Interactive Strategic and Project Manager

28 nov, 2009

Vision: Google Wave, Interactive, Docs, Apps e l’Ads

Posted by: Stefano Caridi In: Advertising| Web 3.0

Tarocco web

Tarocco web

Spesso mi viene chiesto cosa ne penso di Google Wave. La mia risposta finora è sempre stata la sessa: “vedo del potenziale, ma siamo ancora lontani dall’utilizzarlo giornalmente nei procesi lavorativi”.

Nel mio “piccolo mondo” ne vedo uno strumento di comunicazione fra fornitore-agenzia-cliente (con qualche limite). Ma un sorriso è inevitabile se immagino un account ATL che si trova il testo delle proprie e-mail cambiate e corre dal responsabile IT.

(Ricordo a tutti che in Italia interactive significa: http://web.archive.org/web/20080610030554/www.iab.it/formati/index.aspx?TRS_ID=1597000)

In un paese dove i miei colleghi fanno fatica ancora a capire il significato del termine Embed gia Google Apps fafatica a farsi strada, mentre Gogole Apps è ancora un sogno di pochi.

Google Wave è ancora troppo vergine per essere giudicato ma non credo rivoluzionerà, perchè sostanzialmente nessuno capisce ancora “a che serve” ed è troppo simile a Gmail. Se penso che proprio il servizio di posta firmato G un anno fa non permetteva di inserire un’immagine all’interno delle mail (HTML) ne tantomeno accedervi off-line (ps: funzioni che comunque si trovano ancora in “lab”).

Insomma, i prodotti Google crescono e Google Wave per ora è agli inizi, vedremo come si svilupperà in un anno.

Grosso peso secondo me ce l’avrà invece Google SideWiki e forse Google Commerce Search (http://www.google.com/commercesearch/) che sperano rilancierà Google CheckOut.

Quello che invece mi sta incuriosendo sempre di più è il ruolo di Google come centro media (l’acquisizione di Admob e l’avvio di Youtube ADV Adsense e alle nuove offerte advertising di Facebook e Ebay. Da tenere sott’occhio anche Google SideWiki e forse Google Commerce Search che forse rilancierà Google CheckOut.

18 ott, 2009

Prossimamente

Posted by: Stefano Caridi In: Coming Next

Diciamocelo, non sono più i tempi d’oro dell’advertising. Non ci sono più quei bei spot televisivi mandati 50 volte al giorno, perché tanto, davanti alla TV, ci stanno tutti. Non ci sono più le code all’edicola la mattina per prendere il quotidiano. Questa è l’era in cui il miglior amico di vostro figlio è un bambino di Tokio, dove si accede ad Internet anche da una chiesa, con il cellulare. Dove la gente non è sbracata sul divano a guadare la reclame. Non sono più i tempi di una volta. E meno male.

03 ott, 2009

L’altro lato delle cose

Posted by: Stefano Caridi In: News

Google lancia, praticamente ogni giorno, diversi servizi. Google Wave, forse fra i più attesi, è stato definito come la rivoluzione della comunicazione moderna, destinato infatti a sostituire le e-mail e a strovolgere il metodo in cui lavoriamo.

Ma, pochi giorni fa, Google ha lanciato un altro servizio che merita attenzione, e di cui forse non si è parlato a sufficienza. Google SideWiki è una barra laterale del browser che ti consente di visualizzare, aggiungere e condividere commenti accanto a qualsiasi pagina presente sul Web. È disponibile come funzione di Google Toolbar.

Cosa significa? Che Everything is Commentable

Significa che tutti possiamo commentare qualsiasi contenuto, senza che nessuno possa impedircelo.

L’altro lato delle cose è il nome che ho dato a questo post. Il perché è semplice: da oggi, quando andrò su un sito di un’azienda, non avrò solo le informazioni che quell’azienda vorrà darmi. Avrò a portata di mano (e speriamo senza filtri eccessivi) l’opinione delle persone. Quando guarderò il sito di un’azienda che offre servizi di conessione ADSL potrò leggere i commenti delle persone, i clienti soddisfatti e quelli che non lo sono, le opinioni di quelli “come me”. Non avrò solo la comunicazione aziendale, non vedrò solo quello che l’azienda vuole dirmi o mostrarmi. Il web è democratico, il CRM e la soddisfazione del cliente quindi saranno fondamentali.

E questa, a mio avviso, non può che essere un bene. L’ORM (online reptation managment) oggi, quindi, si arricchisce di una nuova arma :-)

Le campagne vengono premiate per la loro bellezza. Non per la loro efficacia. Se guardate i premi alle agenzie e ai creativi sono tutti assegnati solo perché la campagna è bella. Nessuno prende in considerazione il ROI, le visite ad un sito o altri parametri. Finché le agenzie metteranno al primo posto i creativi e poi il resto dei reparti (account e produzione) e finché nei premi si giudicherà quanto è fica l’idea e non quanto ha funzionato, la pubblicità resterà una forma d’arte e non uno strumento per raggiungere un obiettivo. Sarà come una Ferrari senza motore: ad essere bella è bella, peccato che non te ne fai nulla.

Link: http://spotanatomy.libero.it/2009/per-giudicare-una-campagna-ci-vuole-cultura-pubblicitaria/

10 apr, 2009

Ora… il widget di Sprint’s

Posted by: Stefano Caridi In: News

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29 mar, 2009

YouTube – Broadcast YourBrand

Posted by: Stefano Caridi In: Advertising| Web 2.0

Premetto di non esser stato presente all’incontro. Una cosa però che ho notato cercando di fare advertising su Youtube è che esistono numerose spiegazioni sui formati, ma pochissime sull’investimento necessario, com’è possibile stabilire il target, quali sono i costi… Non voglio sottovalutare l’importanza dei centri media, ma Facebook, Google Adsense e Adword hanno portato un nuovo approccio: tutti possono comprare spazi, anche chi ha un budget limitato, e senza dover passare per forza per un centro media. Spero che Youtube possa fare lo stesso passo che porterà senza dubbio ad una maggiore autonomia delle agenzie pubblicitarie, ora troppo legate (e spesso limitate e in competizione) con i centri media.

22 gen, 2009

Fidelizzare

Posted by: Stefano Caridi In: Dati e Ricerche

Secondo “Gyro International, la fedeltà del cliente è una delle priorità dei responsabili per la commercializzazione durante la crisi.”

 

Ecco lo studio: 

http://www.gyrointernational.com/uploads/loyalty_for_life.pdf

“I numeri parlano chiaro. Il fenomeno dell’Instant Messaging (IM) non conosce crisi e continua a diffondersi fra gli utenti di Internet, sfruttando le nuove possibilità offerte dalla telefonia mobile e il crescente interesse per la socialità, come dimostrato dal boom dei Social Network (SN) in Italia.”

 

http://hightech.blogosfere.it/2009/01/osservatorio-sullinstant-messaging-in-italia-cresce-il-rapporto-con-i-social-network-e-lutilizzo-sul.html#more

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02 ago, 2008

Coming Soon

Posted by: Stefano Caridi In: Fuori Tema

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17 mar, 2008

Web 3.0: mobile

Posted by: Stefano Caridi In: Web 3.0

Spesso si cerca di capire quali saranno le caratteristiche del web 3.0.

Nel mio ultimo post ho cercato di fare un elenco delle “tendenze” della nuova evoluzione della rete.

Una di queste era la mobilità.

“Mobile” è un termine che sentiamo sempre più spesso. Perché collegarlo allora al concetto di web 3.0 se in fondo riguarda il web in generale?

Il web 2.0, secondo a mia opinione, è “nato” dall’incontro di due fattori: uno sociale, dato dalla necessità di aggregazione (terzo bisogno della piramide di Maslow) e dalla diffusione di alcune tecnologie (php, mysql, ajax, drupal…). Presi singolarmente questi due fattori esistevano entrambe già prima… eppure web 2.0 è stato un termine che si è difuso soltanto negli ultimi 5 anni (e per molti anche più tardi).

Parallelamente anche l’”internet mobile” è di per sé già esistente, ma potremo forse trovarne un nuovo significato nel web 3.0

Prima di tutto perché è sempre più profonda la necessità di essere sempre connessi, bisogno che ora, in Italia, solo i manager possono permettersi. I costi dell’internet ovunque sono infatti impraticabili per studenti, semplici impiegati o piccoli imprenditori. iPhone, che al momento sembra rappresentare la scelta del web mobile offre, solo in America, pacchetti free-data (tariffa flat come per l’adsl di casa) per qualsiasi piano tariffario AT&T. La Wimax non porterà nessun miglioramento in Italia, inutile illudersi, perciò dovremo solo sperare che ogni hotel, bar, museo, biblioteca, ospedale… si attrezzi per dare un servizio wireless gratuito. Perciò, riassumendo, il web 3.o potrebbe essere caratterizzato dalla possibilità di essere connessi ovunque, sempre e a costi che non dipendono ne dal traffico ne dal tempo.

Ma non solo.

Safari per iPhone non supporta il formato Adobe Flash e anche il nuovo Nokia N810 sembra avere lo stesso limite. Questo si traduce nel fatto che non si possono vedere video (escluso YouTube) ascoltare brani o radio che richiedono Flash (last.fm per fare un piccolo esempio) e inoltre che alcuni siti rimarranno inutilizzabili. Paradossalmente oggi la tendenza sembra proprio inversa, e cioè quella di rendere più dinamici i siti web, come nel caso di Adobe AIR o di Microsoft Silverlight.
Per cui, una delle evoluzioni che ci si aspetterebbe dal web 3.0, è di avere browser che supportino le nuove tecnologie.

In conclusione “web 3.0 mobile” può essere racchiuso in una serie di parole chiavi: ovunque, sempre connesso, gratuito o flat, compatibile.

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Blog di Stefano Caridi. Interactive Planner e Progress Manager per Saatchi&Saatchi Italia. Cofondatore di CUT e freelance.

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